Ravenna, la magnifica città dei mosaici che stupirono anche Dante

Il nostro viaggio comincia insieme a una coppia di amici un sabato pomeriggio con partenza da Milano direzione Ravenna con sosta intermedia a Modena, città emiliana il cui centro storico a partire dal 1997 con la sua Cattedrale, la sua Torre Civica e Piazza Grande è entrata nella lista dei siti italiani Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Il Duomo, esempio bellissimo di arte romanica, fu costruito in onore di San Geminiano, il patrono della città e ne custodisce il sepolcro all’interno della cripta. All’interno del Duomo sono custodite altre importanti opere del XV e XVI sec. d.C.

Stupenda la Torre Ghirlandina con i suoi 86 metri di altezza, simbolo indiscusso della città, ha ricoperto nei secoli un’importante funzione civica: il suono delle sue campane oltre a scandire i tempi della quotidianità cittadina, segnalava l’apertura delle porte della cinta muraria e chiamava a raccolta la popolazione in situazioni di allarme e pericolo. 

Camminando per Piazza Grande ci immergiamo in un’ atmosfera tranquilla ed elegante tipica delle città a misura d’uomo. Dalla Piazza si può ammirare la Preda Ringadora davanti a Palazzo Comunale e la statuetta della Bonissima affissa sull’angolo del Palazzo Comunale.

La nostra sosta intermedia termina e ci dirigiamo per pranzo a Palazzo De’ Rossi, di cui avevamo già parlato nel nostro articolo precedente, di ritorno dalla Toscana, nel pieno rispetto delle norme anti Covid-19 e con controllo del green pass all’ingresso.

https://itinerareweb.com/2021/09/26/toscana-a-tu-per-tu-con-la-bellezza/

https://www.palazzoderossi.it/

Dopo aver apprezzato le prelibatezze di Palazzo De’ Rossi si parte per Ravenna, prima meraviglia in programma, Sant’Apollinare in Classe. Fuori da questo scrigno di bellezza incontriamo la gentilissima signora Sabrina, guida professionista, che si propone di accompagnarci in questo viaggio nel tempo. L’imponente basilica, consacrata nel 549 d.C., osservata dall’esterno non lascia immaginare quanto il suo interno possa essere così ricco di colori e rappresentazioni storico religiose. I mosaici policromi dell’abside catturano lo sguardo donando un senso di stupore e grandiosità. Sabrina riesce a trasferire tutto la sua passione e conoscenza tramite una dettagliata spiegazione, tanto che le chiediamo con successo di farci da guida anche nelle visite successive.

Terminata la visita a Sant’Apollinare in classe ci dirigiamo verso Marina di Ravenna al Residence Rivaverde per lasciare i bagagli e fare il check-in. Qui ci aspettano due monolocali puliti e spaziosi, dotati di ogni comfort e con parcheggio privato gratuito. https://www.rivaverdeapartments.com/

La sera ceniamo al Bagno Ristorante Lucciola, in riva al mare, in una veranda con luci soffuse e atmosfera romantica; qui gustiamo degli ottimi piatti di pesce fresco serviti da personale gentile. Consigliamo vivamente di assaggiare il fantastico fritto misto! https://www.facebook.com/BagnoLucciolaMarinaDiRavenna/

La mattina successiva ci rechiamo in centro a Ravenna e diamo inizio al nostro viaggio culturale nella bella città romagnola che vanta ben otto monumenti Patrimonio dell’Umanità UNESCO (Battistero Neoniano, Cappella Arcivescovile, Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, Mausoleo di Galla Placidia, Basilica di San Vitale, Battistero degli Ariani, Mausoleo di Teodorico, Basilica di Sant’Apollinare in classe).

Dapprima visitiamo il Battistero Neoniano che prende il nome dal vescovo Neone. Il battistero detto anche degli Ortodossi risale agli inizi del V sec. d.C. ed è uno dei meglio conservati tra quelli risalenti al periodo paleocristiano. Di forma ottagonale ed esternamente in muratura, al suo interno conserva magnifici mosaici che rappresentano il battesimo di Cristo. Il fonte battesimale anch’esso di forma ottagonale è situato al centro della struttura.

Proseguiamo con la visita all’adiacente Museo e Cappella Arcivescovile risalente anche questo al V sec. d.C. e che ospita la Cappella di Sant’Andrea con i suoi meravigliosi mosaici.

A questo punto è arrivato il momento di fare visita alla tomba di Dante Alighieri, dove una fila di turisti porge omaggio al “Sommo Poeta”. È una grande emozione trovarsi di fronte al luogo in cui riposa il padre della lingua italiana che trascorse gli ultimi anni della sua vita in esilio a Ravenna.

Arrivata l’ora del pranzo ci incamminiamo verso l’Osteria il Paiolo, locale piccolo ma gestito magistralmente da personale simpatico e accogliente in un’atmosfera famigliare, nel pieno rispetto delle norme anti Covid-19 e con controllo del green pass all’ingresso. Qui si possono assaporare piatti di pasta fresca e piadine caserecce cucinati con passione e di ottima qualità, vi consigliamo di provare i ravioli ripieni al tartufo con scaglie di Parmigiano e la Trippa Romagnola, magari dopo un antipasto di Sarde in Saor e una Tavolozza romagnola affettati, formaggi e confetture.

https://osteriailpaiolo.com/

Dopo pranzo facciamo una breve passeggiata ed arriviamo alla Basilica di Sant’Apollinare Nuovo. Fatta edificare da re Teodorico tra il V ed il VI sec. d.C. la Basilica originariamente di culto ariano presenta al suo interno una navata centrale completamente decorata con un ciclo di mosaici raffiguranti la vita di Gesù Cristo, Classe e il suo porto, Giustiniano, il Palazzo di Teodorico e le processioni di Martiri e Vergini. Si tratta di un’opera unica al mondo che lascia a bocca aperta il visitatore.

Attraversiamo il bel centro storico medievale, con i suoi negozi, caffè e ristoranti e ci imbattiamo in Piazza Del Popolo, bella ed elegante.

Dopo aver passeggiato per le vie del centro storico raggiungiamo la Basilica di San Vitale. Fatta erigere nella prima metà del 500 d.C. dal vescovo Ecclesio, grazie alla partecipazione alle spese del banchiere Giuliano Argentario, la costruzione è uno splendido esempio di commistione tra lo stile architettonico romano e quello bizantino. L’esterno è in mattoni mentre l’interno presenta agli occhi del visitatore un’esplosione cromatica data dai meravigliosi mosaici dell’abside e del presbiterio oltre che dagli affreschi di età barocca che ne adornano la volta, mentre sul pavimento vi è un labirinto simbolo di rinascita. I mosaici raffigurano personaggi che sottolineano in maniera forte i poteri politico e religioso. Ecco che possiamo trovare l’imperatore Giustiniano con la moglie Teodora, il vescovo Massimiano, i profeti, gli evangelisti, i magi ed altre immagini del Nuovo e del Vecchio Testamento.

Un altro luogo “magico” ci aspetta poco lontano da qui, il Mausoleo di Galla Placidia. Fatto erigere intorno al 525 d.C. dall’imperatrice, non custodì mai le sue spoglie mortali ma il “cielo stellato” che avrebbe dovuto accoglierla è diventato celebre tanto che sembrerebbe abbia addirittura ispirato Cole Porter nella composizione del suo capolavoro “Night and Day”. Entrando nel mausoleo si è subito abbracciati da decorazioni floreali, colombe e cervi che si abbeverano, il Cristo buon pastore con gli agnelli, i santi Pietro e Paolo, san Lorenzo e gli apostoli sulle lunette, il tutto sotto il cielo stellato al centro del quale vi è una croce latina.

Ultima visita della giornata alla Domus dei Tappeti di Pietra. Scoperta nel 1993 durante i lavori per la realizzazione di un parcheggio sotterraneo, questa gigantesca abitazione privata bizantina è incredibilmente pavimentata con mosaici policromi ed è probabilmente appartenuta a qualche ricco funzionario di corte che l’ha fatta decorare con simboli floreali, geometrici e figurativi tra i quali la sorprendente “Danza dei Geni delle Quattro Stagioni”. La domus si trova a ben tre metri sotto il livello stradale e vi si entra dalla chiesa di Sant’Eufemia.

Tornati a Marina di Ravenna decidiamo di cenare presso la Trattoria Le Corti dove gustiamo dell’ottimo pesce fresco in un ambiente informale e spazioso. Degni di nota gli antipasti freddi e caldi di mare, il pesce spada alla griglia, la grigliata mista nostrana (spettacolare) e la chitarra allo scoglio con crostacei. Per finire, una superba zuppa inglese per addolcire i nostri palati. https://www.facebook.com/Trattoria-Le-Corti-122505317818735/photos/?ref=page_internal

Il terzo e ultimo giorno è dedicato al re Teodorico che dal 493 al 526 d.C. fu sovrano del regno ostrogoto in Italia e che a Ravenna fece erigere la più celebre opera funeraria della tarda antichità, Patrimonio Mondiale dell’Umanità, Unesco, il suo mausoleo.

Il Mausoleo di Teodorico venne edificato fuori dalle mura cittadine, dove un tempo si trovava una necropoli. La costruzione decagonale è maestosa e la cupola monolitica desta meraviglia per la sua imponenza, un unico blocco di quasi 300 tonnellate che certamente all’epoca deve aver impegnato non poco i costruttori.

Nella stanza superiore si può trovare il “labrum”, una sorta di sarcofago in porfido che potrebbe aver contenuto le spoglie mortali di Teodorico, anche se queste non furono trovate perché rimosse durante l’occupazione bizantina.

Dopo il Mausoleo di Teodorico ci rechiamo a visitare il Battistero degli Ariani fatto presumibilmente innalzare da re Teodorico alla fine del V sec. d.C., come battistero dell’antica chiesa ariana oggi chiamata Chiesa dello Spirito Santo. Di pianta ottagonale, esternamente presenta solo alcuni tratti ricostruiti del suo ambulacro esterno che lo collegava alla vicina cattedrale Ariana.

Internamente il Battistero custodisce una cupola interamente rivestita di mosaici raffiguranti il Battesimo di Gesù Cristo. Stupore e meraviglia sono le sensazioni che avvolgono il visitatore all’interno di questa struttura che purtroppo non conserva più traccia degli stucchi e degli ornamenti che originariamente rivestivano le sue pareti e che dovevano catturare ancora di più i fedeli in un’atmosfera intimamente mistica.

Dopo essere stati al Battistero degli Ariani non possiamo che recarci a visitare il Palazzo di Teodorico che in realtà viene così denominato perché sorge nei pressi di dove originariamente doveva esserci il vero palazzo di re Teodorico, vicino alla Basilica di Sant’Apollinare Nuovo che ne custodisce al suo interno una magnifica rappresentazione in uno dei mosaici che ricoprono le pareti della sua navata centrale. Secondo alcuni studiosi in realtà si tratterebbe di ciò che rimane di un corpo di guardia risalente al VII-VIII sec. d.C. costruito per sorvegliare l’accesso al palazzo imperiale. Salendo su una scala a chiocciola situata nella torre si accede alla sala superiore, dove si possono ammirare parti di pavimentazioni a mosaico, trovate durante le campagne archeologiche di inizio 1900 all’interno dell’area del palazzo imperiale, ancora ben conservate.

Dopo pranzo ci godiamo il passeggio nelle vie cittadine, e dopo aver acquistato un po’ di specialità gastronomiche e souvenir, termina la nostra gita ravennate, non prima di passare da Marina di Ravenna per salutare un mare impetuoso che spettinando la spiaggia avvolta da un affascinante scenario “in chiaroscuro”, non potrà mai cancellare i meravigliosi colori dei mosaici impressi nei nostri cuori.

L’indomani partiremo per un’altra avventura nel bolognese, nel modenese, nel parmense e nel piacentino della quale non mancheremo di raccontarvi la nostra esperienza nel prossimo diario di viaggio.

A presto!

Paola Gentili e Max Luciani

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