L’Emilia dei colori, dei motori e dei sapori

Il nostro viaggio comincia dalla bellissima città di Ravenna, di cui vi abbiamo parlato nel precedente articolo https://itinerareweb.com/2021/11/28/ravenna-la-magnifica-citta-dei-mosaici-che-stupirono-anche-dante/?fbclid=IwAR1Ov2b3GfXf8wEADXQbkjIUkRXe7-jZM-F3U4zY7mOyZPZRAgbiB12smVw in direzione nord verso Bologna, dove ci rechiamo a visitare dapprima due meravigliosi borghi medievali, Dozza (BO) e Castelvetro di Modena (MO).

Dozza è classificato come uno dei borghi più belli d’Italia, un gioiellino conosciuto per i suoi murales, che rivestono con opere d’arte a cielo aperto le abitazioni del centro storico di stampo medievale e dominato dalla Rocca Sforzesca, edificata per volere di Caterina Sforza nel XV sec. d.C. sulle rovine di precedenti fortezze risalenti al 1250 d.C.

Il paese si snoda tra vie e piazze affrescate da affermati artisti contemporanei e camminare per le strade ci lascia a bocca aperta e veniamo abbracciati da un turbinio di luci e colori, come in una galleria d’arte in cui stili diversi coesistono in un’armonico insieme.

A malincuore lasciamo Dozza per recarci a visitare il bellissimo paese medievale di Castelvetro di Modena (MO), che situato sulle colline preappenniniche, fa parte dell’Unione di Comuni di Terre e Castelli e vanta la Bandiera Arancione del Touring club italiano, che viene conferita ai piccoli comuni dell’entroterra italiano che si distinguono per qualità, eccellenza e accoglienza.

Castelvetro di Modena ci accoglie in un suggestivo abbraccio con le sue vie e piazze di stampo medievale e con un tocco di magia ci attira verso la scacchiera di Piazza Roma detta “della Dama”, mantenendo il suo fascino nonostante la pioggia. Da Piazza Roma si possono ammirare la Torre dell’Orologio, la Torre delle Prigioni, Palazzo Rinaldi ed il palazzo Municipale.

Ricordando che Castelvetro di Modena è conosciuto anche per la produzione di Lambrusco e Aceto Balsamico, decidiamo di andare a pranzo al Ristorante Nero Balsamico a Formigine nel modenese. https://www.nerobalsamico.it/

Qui veniamo accolti in un’atmosfera calda e chic dalla signora Stela, che ci controlla il green pass e che ci fa gentilmente accomodare in un tavolo apparecchiato egregiamente, con menù non stampato ma consultabile tramite QR-CODE.

I raffinati piatti, elegantemente presentati, ci vengono serviti con professionalità e gentilezza dal personale di sala e avvolgono le nostre papille gustative in un tripudio di sapori che ci fanno innamorare di questo posto! Consigliamo di provare il Tagliere del Nero, lo Sformatino di zucca e bacon su crema di Parmigiano, il delizioso Risotto del Nero all’Aceto Balsamico di Modena IGP in cialda croccante di Parmigiano, le gustose zuppe del giorno, la Torta Barozzi e la Cialda croccante di Fiumalbo con crema chantilly allo zabaglione e lamponi che, per chi è allergico alla frutta secca, viene anche servita senza cialda.

Dopo aver gustato queste leccornie, ci rechiamo a Maranello (MO) per visitare il Museo Ferrari. https://www.ferrari.com/it-IT/museums/ferrari-maranello

Arrivati nella cittadina non possiamo non notare che tutto qui è incentrato sul famoso marchio della prestigiosa casa automobilistica fondata nel 1943 da Enzo Ferrari e che ha tantissimi fans in tutto il mondo.

All’entrata ci viene controllato il green pass e successivamente possiamo accedere alla biglietteria per acquistare il ticket di ingresso che costa 17 euro a testa, quindi accediamo al piano superiore, dove ha inizio la nostra visita. Nelle prime sale viene spiegata un po’ di storia della casa automobilistica per poi aprire le porte alle vere protagoniste dell’esposizione. Possiamo ammirare bellissime auto d’epoca in un viaggio temporale che parte dai primi modelli degli anni ’40 fino ai giorni nostri.

Successivamente si arriva all’area dedicata alle auto da corsa, anche qui possiamo viaggiare nel tempo, ammirando i vari modelli delle “rosse”, fino ad arrivare in una sala ovale in cui sono esposte tutte le auto che hanno vinto i mondiali di Formula 1, dalla prima all’ultima, con tanto di caschi, foto e trofei dei vari campioni del mondo, accompagnati da una musica coinvolgente che ci fa emozionare.

Terminata la nostra visita mozzafiato al Museo Ferrari ci spostiamo nel piacentino dove pernotteremo a La Rondanina a Castelnuovo Fogliani (PC), un agriturismo immerso nel verde, con simpatici coniglietti che saltellano qua e là, dove gustiamo una cena a base di prodotti tipici locali e passiamo la notte in una stanza minimale ma pulita. http://www.larondanina.it/sito/

L’indomani dopo un’abbondante colazione, partiamo per la volta di Salsomaggiore Terme (PR), dove nella frazione di Scipione, andiamo a far scorta di Parmigiano Reggiano, salumi e altri prodotti tipici al Caseificio Butteri, nostro fornitore di fiducia, di cui vi abbiamo parlato nel seguente articolo https://itinerareweb.com/2018/10/15/salsomaggiore-non-solo-terme-sullappennino-parmense-tra-borghi-medievali-e-castelli/

Recentemente il Caseificio si è ampliato e comprende anche un’area degustazione, dove è possibile assaggiare del sublime Parmigiano Reggiano di diverse stagionature e fare merenda con degli ottimi salumi locali. https://www.caseificiobutteri.it/

Percorrendo la Strada Provinciale arriviamo a Salsomaggiore Terme (PR), dove entriamo nella Gastronomia M&M, suggeritaci da Paolo, il proprietario del Caseificio Butteri per acquistare quelli che sono conosciuti come i migliori anolini della zona. https://gastronomia-mm.business.site/

Ci accoglie la simpatica e sorridente Manu, la proprietaria, che ci serve delle porzioni di anolini al Parmigiano Reggiano, degli anolini allo stracotto, dei tortelli di zucca e di ricotta e spinaci freschi di giornata. Nel negozio non possiamo venire rapiti dai vari prodotti esposti al banco, delle leccornie per cui è difficile non cadere in tentazione, ma non potendo acquistare l’intero locale, ci accontentiamo di aggiungere ai nostri acquisti soltanto una confezione di giardiniera fatta in casa, mentre sul retro il marito di Manu sta preparando i tradizionali gnocchi di San Martino.

La qualità dei prodotti è veramente eccezionale, gli anolini sembrano gli stessi che faceva in casa mia mamma, originaria della Bassa Parmense, e mangiandoli mi è sembrato di tornare indietro nel tempo come Proust con la sua madeleine! Anche i tortelli e la giardiniera sono strepitosi, tanto che di sicuro torneremo a trovare “la Manu” per assaggiare anche altri gustosissimi prodotti.

Con l’acquolina in bocca, essendo arrivata l’ora del pranzo, ci fermiamo nel comune di Alseno (PC) all’Antica Osteria della Peppina, un grazioso ristorante sulla Via Emilia, dove veniamo accolti dal gentilissimo proprietario che dopo averci chiesto il green pass, ci fa accomodare in un confortevole tavolo vicino ad un bel pianoforte. https://anticaosteriadellapeppina.it/

Il ricco menù alla carta insieme al menù del giorno non lasciano che l’imbarazzo della scelta tra i gustosi piatti tipici della zona e noi ci lasciamo trasportare dall’ispirazione del momento, scegliendo dei buonissimi pisarei e fasò e una porzione di ottime lasagne, seguiti da due porzioni di picaia di vitello ripiena al forno veramente buona che mi ricorda il sapore della tasca ripiena che faceva mia mamma. Il proprietario ci omaggia gentilmente di un generoso assaggio di tortelli di zucca, anche questi degni di nota. Quella presso l’Antica Osteria della Peppina è un’esperienza che certamente ripeteremo ogni qualvolta ci si troverà da queste parti.

Dopo pranzo, soddisfatti dal nostro soggiorno emiliano decidiamo di rincasare, promettendoci ancora una volta di tornare in questa meravigliosa regione della nostra fantastica Italia.

Paola Gentili

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