Tombe dei Giganti di S’Ena e Thomes – Dorgali (NU), là dove il tempo di ferma

All’interno di un terreno di proprietà privata, ma accessibile al pubblico, nella campagna nuorese, nel comune di Dorgali, si trova un sito archeologico pieno di mistero e magia, il complesso delle Tombe dei Giganti di S’Ena e Thomes, il complesso funerario dell’epoca nuragica meglio conservato dell’intera Sardegna.

Costruito intorno al 1.800-1.600 a.C. si presenta ancora oggi come si presentava migliaia di anni fa, una stele granitica alta 4 metri circa per 7 tonnellate di peso, circondata da lastroni infissi nel terreno posizionati ad esedra in ordine di altezza decrescente dalla stele. Al centro della lastra centrale è presente una porticina minuscola, tanto piccola da non poter essere varcata dagli esseri umani e che si narra fosse la porta di accesso agli inferi.

Si tratta di un luogo magico, il tempo qui sembra fermarsi e si viene avvolti da un’aura di esoterismo e misticità. Numerose sono le leggende che collegano queste tombe alla sepoltura di giganti vissuti nell’antichità, ma secondo l’archeologia classica si tratterebbe di luoghi di sepoltura per delle collettività di persone, anche se non è dato sapere di che rango.

Dietro alle stele si trova del tutto intatto la camera funeraria a dolmen lunga 11 metri, costituita da lastre di pietra posizionate orizzontalmente lungo le pareti. Il corridoio funerario è orientato a sud.

Vedendo la lunghezza della camera mortuaria si può ben capire perché le leggende narrino della sepoltura di esseri di enormi dimensioni, fatto è che l’emozione che si prova visitando questi luoghi è pressoché unica.

Molte sono le persone che visitano le Tombe dei Giganti, in cerca di spiritualismo o addirittura guarigioni fisiche, ovviamente non esistono prove concrete e tangibili che avvalorino queste credenze, tuttavia facendosi avvolgere dalla magia del luogo, è sufficiente appoggiare una mano alla stele centrale per venire invasi da energia positiva e serenità.

Il sito è facilmente raggiungibile in auto. Una volta parcheggiata la macchina sul relativo spiazzo, aprendo il cancello della proprietà privata dove è custodito, che è sempre appoggiato, si arriva a destinazione tramite un percorso di circa 15 minuti a piedi su un sentiero di campagna, seguendo le frecce di pietra che ne indicano l’ubicazione.

Impossibile perdersi questo spettacolo della preistoria sarda!

Paola Gentili

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