Naturale come il vento: un viaggio in Ecuador di Don Burness

Italo Calvino nel suo penetrante romanzo Città Invisibili afferma che quando viaggiamo con cuore e mente aperti, esperienze inaspettate spesso definiscono un luogo. A settembre 2019 ero a Quito in Ecuador. Ero nella “ciudad antigua”, la bellissima parte coloniale della città dove il passato è sempre presente. Avevo comprato un biglietto per l’opera teatrale Rocco y Sus Hermanos al Teatro Variedades. Per abitudine gravito su teatro, opera, balletto, concerti di musica classica, spettacoli culturali tradizionali, ovunque io sia su questo pianeta. Era il tardo pomeriggio, quindi ho deciso di andare a piedi nel mio ostello prima del dramma serale. Fu una breve passeggiata forse 450 metri, tutte in salita su Calle Olmedo (Olmedo era una figura patriottica tra la fine del 17 ° e l’inizio del 18 ° secolo, che dichiarò la città di Guayaquil indipendente dalla Spagna). Mi sono fermato a riposare su un gradino a metà strada dall’ostello. E all’improvviso, e la vita funziona così, l’imprevisto mi ha sorriso. Ne è risultata una poesia:

NON È NECESSARIO

Salendo la ripida pendenza

Di Calle Olmedo

A Quito

Mi siedo per riposare su un gradino

Un bimbo forse di quattro anni

Una bimba

Esce precipitosamente fuori dal suo alloggio

Mi salta in grembo

Braccia intorno a me

Raccontandomi della sua giornata

Come se fossi suo padre, suo zio

Suo nonno

La bacio sulla guancia

Non è necessario a Quito

Conoscersi l’un l’altro

Per un bambino amare un uomo

Fidarsi di un uomo

Arrendersi totalmente a uno sconosciuto

Naturale come il vento

Bello come l’albero muyuyo

Che offre gialla felicità

Indimenticabile

Come la magia rossa e nera

Del gallo de peña.

Il gallo de peña è un uccello iconico di rara bellezza. C’è un gallo de peña amazzonico, tutto rosso arancio, e un gallo de peña andino nero e grigio sul dorso.

Qualunque siano le sfide politiche, sociali ed economiche dell’Ecuador, quel gesto aperto, fiducioso e affettuoso di questo bambino ci dice che, in modo importante, l’Ecuador è molto più avanzato degli Stati Uniti e dell’Europa.

Quito, come Salvador, come Rio de Janeiro, come Medellin, come Caracas, può essere pericolosa. Mi è stato consigliato di prendere un taxi di notte. Ma Quito, come una bella donna, seduce con la sua bellezza essenziale, offre splendidi doni: le sue chiese barocche dorate, in particolare la Compañia, che ricorda le chiese di Siviglia in Spagna.

Il Museo Alabado, come il Museo di Taranto, l’unica città italiana colonizzata da Sparta, racconta storie che risalgono a 6000 anni fa. Questo museo, dedicato alle culture indigene, offre splendide opere d’arte: un uomo che si masturba, una donna con un bel seno, uccelli, animali, spiriti. Molto prima che gli Inca arrivassero sulla scena, le Ande ospitavano culture avanzate, antiche quanto la Grecia, antiche quanto la Persia.

Quando ho chiesto a una donna qual è la cosa migliore in Ecuador, senza esitare, ha osservato: il cibo. Mote (una varietà di mais bianco) con salsa di cocco, maracuyá (un frutto della passione) e sulle Galapagos, brujo, un pesce rosso. Ogni giorno i pescatori di Puerto Ayora portano brujo fresco al mercato del pesce. Nei ristoranti viene servito pescato giornaliero. Questo pesce carnoso è squisito.

La bevanda caipirinha è diversa dalle caipirinha brasiliane, che usano il rum brasiliano cachaça. In Ecuador lo zucchero di canna è l’ingrediente chiave. Ci sono anche i maracuyá daiquiri. Ho imparato che ci sono 16 diversi frutti della passione.

Sono andato in Ecuador per osservare gli uccelli. Ci sono 1400 specie di cui 136 colibrì e circa 100 tanager. La zona di Mindo è particolarmente nota per i suoi uccelli. Il mio primo giorno intero in Ecuador, la guida degli uccelli Hans Heintz, mi ha portato a fare birdwatching nella foresta pluviale di Mindo. Conosceva le strade secondarie, per lo più strade sterrate, dove il birdwatching era più soddisfacente. Qui ci sono più mangiatoie, qui le banane attirano gli uccelli. Tra gli uccelli spettacolari che ho visto quel giorno ci sono il gallo andino della roccia, il barbet dalla faccia rossa (anche la femmina è bella) e il sylph dalla coda viola, un colibrì con lunghe e meravigliose stelle filanti in coda. “Sonate” di abbaglianti colori.

Come in Africa, gli uccelli del Centro e del Sud America esplodono con tavolozze di colori. Puro piacere.

Ho trascorso una settimana alle Galapagos. Darwin nel 1835 a bordo del Beagle portò le Galapagos all’attenzione del mondo. Il racconto di Herman Melville “The Encantadas” ci porta alle Galapagos. Lo storico Ruth Rose nella sua ricca prosa storica narra storie di esploratori, bucanieri, balenieri, che vennero in contatto con queste sterili isole vulcaniche, dove tartarughe elefanti vagano per terra e vivono nelle acque. Sono stato quindi un po’sorpreso nello scoprire buona parte della ricca campagna verde con mattine umide dove la rugiada come una sterna si libra sopra il mondo.

Sull’isola di Santa Cruz, la città di Puerto Ayora sorprende. Si potrebbe pensare di essere nel Salento. Molti piccoli ostelli e hotel, studenti in uniforme, gente che vive, lavora, negozi che fiancheggiano le strade. Il turismo, ovviamente, è l’industria principale. Le barche portano i turisti a fare snorkeling e immersioni subacquee. Nuotare con le enormi tartarughe marine verdi e con i leoni marini a forma di siluro: questo è il momento clou di un viaggio alle Galapagos.

I leoni marini e le brutte iguane nere sono onnipresenti. I leoni marini siedono sulle panchine; i leoni marini si riuniscono nei mercati ittici; i leoni marini flirtano con le belle donne; i leoni marini ringhiano se una persona minaccia la loro libertà. Lo stesso accade con le tartarughe elefante. Il loro messaggio è eterno: l’uomo non è il centro dell’universo. Alberi, venti, la sula piediazzurri , il più impressionante degli uccelli delle Galapagos, leoni marini, tartarughe, granchi gialli e rossi – c’è una comunità di creature viventi su queste isole incantate. Queste “islas encantadas”.

Le Galapagos con mia grande sorpresa sono geograficamente vicine sia al Costa Rica che all’Ecuador. I leoni marini sembrano i loro cugini al largo della costa della California; non assomigliano ai così chiamati “leoni marini” al largo della costa del Perù. La maggior parte delle specie sulle Galapagos sembrano discendenti di antenati nord e centroamericani. Che i semi siano stati trasportati dai venti o che ci fosse stato una volta un ponte di terra verso l’America Centrale, le Galapagos sono un incontro di esseri viventi provenienti da diversi continenti.

Due importanti scrittori, Juan Montalvo (1832-1889) e Jorge Icaza (1906-1978), sono molto rispettati e onorati. Montalvo, radicato nella conoscenza di scrittori e artisti greci, romani, europei, è noto soprattutto per Catilinarias. Il titolo si riferisce a un’opera di Cicerone. Esiliato in Colombia, Panama, Francia; diplomatico in Francia e in Italia, don Juan Montalvo, come Montesquieu, Calvino e Plutarco, fu cronista contro corruzione politica ed economica, incompetenza, stupidità. Ama Don Chisciotte, come si dovrebbe. È un “soldado de pluma”. Icaza attira l’attenzione sullo sfruttamento della popolazione indigena quechua dell’Ecuador, i cui antenati “parlano” nel Museo dell’Alabado a Quito. Huasipungo, una narrativa indigena, cattura l’umanità dei popoli. I venti continuano a raccontare storie di una casa fatta di alba, dalla Kiowa N. Scott Momaday negli Stati Uniti a Gloria Anzaldúa e Raramuri Hilda Sotelo, nata nel nord del Messico, ad Augusto Roa Bastos del Paraguay, radicato nella cultura e nella storia di Guaraní.

C’è calle Montalvo a Puerto Aroyo. Sono un uomo d’altri tempi. Libri, arte e lingue mi collegano al mondo, non a Facebook, smartphone o instagram, dove ironicamente, invece di connettere l’uomo, questi strumenti tecnologici ci imprigionano nel sé.

Oggi l’Ecuador, come gran parte del mondo, sta affrontando un afflusso di immigrati, principalmente venezuelani e cubani. E come in altre terre, alcuni accolgono favorevolmente questi immigrati che fuggono dalla disperazione e dal terrore e altri li risentono. È ironico che la rivoluzione contro il colonialismo spagnolo in Ecuador sia stata guidata da Antonio José de Sucre, originario del Venezuela. La capitale costituzionale della Bolivia è Sucre.

Ricordi dell’Ecuador – un bambino in Calle Olmedo, Maria Elena Balladares, una bella donna elegante incontrata a Puerto Aroyo, nel cui negozio ho comprato un libro sugli uccelli dell’Ecuador, gallo de peña, tortugas, sule, persone amichevoli e statue che raccontano storie risalenti a 6000 anni fa.

Don Burness

19 novembre 2019

Rindge, New Hampshire

(Traduzione di Max Luciani)

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Versione originale

Natural as the Wind – a Journey to Ecuador

Italo Calvino in his insightful novel Invisible Cities remarks that when we travel with an open heart and mind, unexpected experiences often define a place. In September 2019 I was in Quito Ecuador. I was staying in the “ciudad antigua”, the beautiful colonial part of the city where the past is always present. I bought a ticket to a play Rocco y Sus Hermanos at the Teatro Variedades. By habit I gravitate to theater, opera, ballet, classical concerts, traditional cultural performances, wherever I am on this planet. It was late afternoon so I decided to walk to my hostel before the evening drama. It was a short walk maybe 500 yards, all uphill on Calle Olmedo (Olmedo being a patriotic figure in late 17th – early 18th century, who declared the city of Guayaquil independent from España). I stopped to rest on a step halfway to the hostel. And suddenly, and life works this way, the unexpected smiled on me. It resulted in a poem:

It is not necessary

Walking up the steep incline

of Calle Olmedo

in Quito

I sit to rest on a step

A child perhaps four

a girl

comes dashing out of her lodging

jumping on my lap

arms around me

telling me of her day

as if I was her father

or uncle or grandpa

I kiss her on the cheek

It is not necessary

in Quito

to know one another

for a child to love a man

trust a man

surrender totally to a man

natural as the wind

beautiful like the muyuyo tree

offering yellow happiness

unforgettable

like the red and black magic

of the gallo de peña

Gallo de peña is an iconic bird of rare beauty. There is an Amazonian gallo de peña, all orange-red, and an Andean gallo de peña with black and grey on the back.

Whatever the political, social and economic challenges Ecuador faces, that open, trusting, affectionate gesture of this child tells us that in important ways, Ecuador is far more advanced than USA and Europe.

Quito, like Salvador, like Rio de Janeiro, like Medellin, like Caracas, can be dangerous. I was advised to take a taxi at night. But Quito, like a beautiful woman, seduces with its essential beauty, offers splendid gifts – its golden baroque churches, particularly the Compañia, reminiscent of churches in Sevilla en España. The Alabado Museum, like the Museum in Taranto, the only Italian city colonized by Sparta, tells stories – going back 6000 years. This museum, dedicated to indigenous cultures, offers splendid art – a man masturbating, a woman with lovely breasts, birds, animals, spirits. Long before the Incas came on the scene, the Andes was home to advanced cultures, as old as Greece, as old as Persia.

When I asked a woman what is the best thing in Ecuador, without hesitating, she remarked – food. Mote (a variety of white corn) with coconut sauce, maracuyá (a passion fruit), and on Galapagos, brujo, a red fish. Each day fishermen at Puerto Ayora bring fresh brujo to the fish market. In restaurants this daily catch is served. This meaty fish is exquisite.

Caipirinha drinks are different from Brazilian caipirinhas, which use cachaça Brazilian rum. In Ecuador cane sugar is the key ingredient. There are maracuyá daiquiri as well. I learned there are 16 different passion fruit.

I went to Ecuador to go bird watching. There are 1400 species including 136 hummingbirds and about 100 tanagers. The Mindo area is particularly noted for its birds. My first full day in Ecuador bird guide Hans Heintz took me birding to the Mindo rainforest. He knew the back roads, mostly dirt roads, where birding was most satisfactory. Here multiple bird feeders, here bananas attracted birds. Among the spectacular birds that I saw that day are the Andean cock of the rock, the red faced barbet (the female is beautiful as well), and the violet tailed sylph, a hummingbird with long gorgeous tail streamers. Sonatas of color bedazzle. Like Afrika, Central and South American birds explode with palettes of color. Sheer delight.

I spent a week in the Galapagos. Darwin in 1835 aboard The Beagle brought the Galapagos to the world’s attention. Herman Melville’s story “The Encantadas” takes us to the Galapagos. Historian Ruth Rose in her rich historical prose narrates stories of explorers, buccaneers, whalers, who came in contact with these barren volcanic islands where elephant turtles roam on land and live in the waters. I was therefore somewhat surprised to discover a good deal of rich green countryside as well as moist mornings where dew like a tern hovers above the world.

On the island of Santa Cruz, the town of Puerto Ayora surprises. One could be in Salento. Lots of small hostels and hotels, school children in uniforms, people living, working, shops lining the streets. Tourism, of course, is the principal industry. Boats take tourists snorkeling and scuba diving. To swim with the huge green sea turtles and with torpedo shaped sea lions – this is the highlight of a trip to the Galapagos.

Sea lions and ugly black iguanas are ubiquitous. Sea lions lounge on benches; sea lions gather at fish markets; sea lions flirt with pretty women; sea lions growl if a person threatens their freedom. The same with elephant turtles. Their message is eternal – man is not the center of the universe. Trees, the winds, blue footed boobies, the most impressive of Galapagos birds, sea lions, turtles, yellow and red crabs – there is a community of living creatures on these enchanted islands. These islas encantadas.

The Galapagos much to my surprise are geographically as close to Costa Rica as to Ecuador. The sea lions look like their cousins off the California coast; they do not look like the lion maned sea lions off the coast of Peru. A majority of species on the Galapagos seem descendants of North and Central American ancestors. Whether seeds were carried by winds or there was once upon a time a land bridge to Central America, the Galapagos is a coming together of living beings from different continents.

Two important writers, Juan Montalvo (1832-1889) and Jorge Icaza (1906-1978), are highly respected and honored. Montalvo, rooted in knowledge of Greek, Roman, European writers and artists, is most noted for Catilinarias. The title refers to a work of Cicero. Exiled in Colombia, Panama, France; diplomat in France and Italy, don Juan Montalvo, like Montesquieu and Calvino and Plutarch, chronicles against political and economic corruption, incompetence, stupidity. He loves Don Quijote, as one should. He is a “soldado de pluma”. Icaza brings attention to the exploitation of Ecuador’s indigenous Quechua population, whose ancestors speak in the Alabado Museum in Quito. Huasipungo, an indigenous narrative, captures the humanity of peoples. The winds continue to tell stories of a house made of dawn, from the Kiowa N. Scott Momaday in USA to Gloria Anzaldúa and Raramuri Hilda Sotelo born in northern Mexico, to Augusto Roa Bastos from Paraguay, rooted in Guaraní culture and history.

There is calle Montalvo in Puerto Aroyo. I am a man from a different age. Books and art and languages connect me to the world, not facebook, smartphones or instagrams where ironically, instead of connecting man, these tools of technology imprison us in the self.

Ecuador today like much of the world is confronting an influx of immigrants, mostly from Venezuela and Cuba. And as in other lands, some welcome these immigrants fleeing from hopelessness and terror and others resent them. It is ironic that the revolution against Spanish colonialism in Ecuador was led by Antonio José de Sucre, originally from Venezuela. The constitutional capital of Bolivia is Sucre.

Ecuador memories – a child on Calle Olmedo, Maria Elena Balladares, a beautiful elegant woman met in Puerto Aroyo, in whose store I bought a book on birds of Ecuador, gallo de peña, tortugas, boobies, and friendly people and statues telling stories that go back 6000 years.

19 November 2019

Rindge, New Hampshire

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