Alla scoperta di Napoli in soli 4 giorni: un viaggio che resta nel cuore con la voglia di ritornare

“Napule è mille culure” recitava la canzone del grandissimo Pino Daniele, e non c’è niente di più vero! Un universo di sfumature che vanno dall’azzurro del Lungomare Caracciolo, al mosaico di colori dei popolari e animati Quartieri Spagnoli e Sanità, alle eleganti vie Toledo e Chiaia, all’aristocratico quartiere del Vomero che domina la città dall’alto con una vista mozzafiato sul golfo.

Una Napoli dalle mille sfaccettature, che affascina con la bellezza del paesaggio e del suo patrimonio culturale e con la calorosa accoglienza dei suoi abitanti.

4 giorni sono pochi e lo sarebbero anche il doppio per vedere tutto ciò che la città generosamente offre e per gustare tutte le prelibatezze della cucina tipica, ma in questo diario vi raccontiamo cosa non abbiamo voluto perderci in questa nostra prima tappa napoletana, promettendoci di tornare a visitare le altre cose che non siamo riusciti a vedere.

Napoli è una città meravigliosa e molto amata sia dai turisti italiani che stranieri i quali la reputano una delle città più belle del mondo ed hanno ragione. Raggiungibile per via aerea, marittima, ferroviaria e automobilistica è una meta imperdibile.

Noi abbiamo deciso di arrivarci con un volo Ryanair dall’aeroporto di Milano Orio al Serio diretto sull’aeroporto di Napoli Capodichino, dove ci aspettava un taxi noleggiato su Booking.com per condurci al nostro appartamento, anche quello prenotato su Booking.com e situato in Via del Chiostro, vicinissimo alla fermata della metropolitana Toledo, una delle più belle stazioni di tutto il mondo! https://mini-appartamento-al-chiostro.hotel-naples.com/it/

Lasciati i bagagli al gentilissimo proprietario del mini appartamento ci avventuriamo alla scoperta del centro storico di Napoli.

Essendo il primo di Gennaio e visto che i musei erano chiusi decidiamo di passeggiare lungo la elegantissima Via Toledo, con i suoi palazzi in stile Liberty, i numerosi negozi di ogni genere tra cui bistrot, pasticcerie, gelaterie, negozi di abbigliamento e così via, “la patria” dello street food.

Quasi del tutto pedonale da Via Toledo si raggiunge Piazza del Plebiscito, che architettonicamente ricorda vagamente Piazza San Pietro per il suo colonnato e dove è possibile ammirare oltre che la Basilica di San Francesco di Paola, l’imponente ed elegante Palazzo Reale situato proprio di fronte.

Basilica di San Francesco di Paola
Palazzo Reale

La mattina del primo Gennaio ci sono ancora poche persone in circolazione e di conseguenza riusciamo a goderci uno sguardo a 360 gradi sulla piazza, davvero emozionante.

Tornando verso in via Toledo ci imbattiamo in Piazza Trento e Trieste, dove si trova il Teatro San Carlo, il più antico d’Europa, la Fontana del Carciofo e la Galleria Umberto I, una galleria commerciale, un capolavoro del Barocco in cui è bello perdersi ammirandone i preziosi ricami.

Per pranzo ci dirigiamo verso i colorati e vivaci Quartieri Spagnoli dove abbiamo prenotato alla Trattoria Quartieri Spagnoli, qui assaggiamo una buonissima pasta patate e provola e a seguire un fantastico baccalà fritto e un filetto di pesce spada alla brace “da leccarsi i baffi”, accompagnati dalle zucchine alla Scapece e da dei friarielli, un tripudio per il palato ad un prezzo onestissimo. https://www.trattoriaquartierispagnoli.it/

Dopo pranzo ci incamminiamo su Via Toledo e da questa ci dirigiamo verso il lungomare di Via Caracciolo, dove la sera precedente raccontano esserci stati balli e fuochi d’artificio, di cui però diligentemente non è rimasta traccia sulla strada. Ci imbattiamo prima nel grandioso Castel Nuovo, conosciuto anche con il nome di Maschio Angioino, un imponente maniero medievale ancora perfettamente conservato che si affaccia sulla Piazza del Municipio e al cui interno è presente il Museo Civico.

Proseguendo sul lungomare godiamo di una bella vista sul Vesuvio e poi raggiungiamo il misterioso Castel dell’Ovo, il castello più antico di Napoli, chiamato così perché secondo una leggenda nelle segrete dell’edificio Virgilio vi avrebbe nascosto un uovo magico con il potere di mantenere la struttura in piedi. La sua rottura, narra la leggenda, provocherebbe il crollo dell’intera fortezza e una serie di rovinose catastrofi alla città di Napoli. Da Castel dell’Ovo rimaniamo incantati ad ammirare una meravigliosa vista sul Golfo.

Castel dell’Ovo

Ci fermiamo in un bar a bere una squisita spremuta d’arancia e poi decidiamo di tornare verso l’appartamento dove ci diamo una rinfrescata prima di uscire a cena con degli amici che casualmente si trovano anche loro a Napoli e passiamo con loro una bellissima e divertente serata.

L’indomani dopo una colazione con sfogliatelle di ricotta strepitose acquistate la sera prima, andiamo in un vicino supermercato per acquistare alcune cose per la colazione dei giorni successivi e poi ci dirigiamo verso il famoso mercato di Via Pignasecca, un vivace quartiere circondato da negozi e bancarelle di ogni tipo, dove comprare a buon mercato prodotti di ottima qualità, dalla alla frutta alla verdura, ai formaggi e salumi, allo strepitoso pesce della Pescheria Azzurra, una delle più rinomate di Napoli, ma anche darsi allo street food, in una vivace atmosfera tipicamente napoletana. Decidiamo di comprare del cibo per le nostre successive cene in appartamento, delle verdure e del formaggio buonissimi, nonché un’orata pescata fresca da oltre 1,3 Kg che ci viene sapientemente sfilettata con arte e dedizione.

Lasciamo la spesa in Via del Chiostro, dove siamo alloggiati e ci avventuriamo alla scoperta del Centro Storico di Napoli.

Da Piazza del Gesù Nuovo ammiriamo esternamente il Santuario del Gesù Nuovo e la vista sulla Chiesa di Santa Chiara con il relativo monastero e ci dirigiamo in direzione ovest verso Spaccanapoli dove in un’agenzia viaggi acquistiamo la Napoli ArteCard, che vi consigliamo di prendere se avete intenzione di visitare i musei e le chiese e di usare i mezzi pubblici per spostarvi in città in quanto con poco più di 20 euro avete i primi tre ingressi gratis nei musei, chiese o palazzi presenti nella campagna ArteCard che sceglierete e i successivi ingressi scontati fino al 50%, inoltre potrete usare i mezzi pubblici, quali, treni, metropolitana, funicolari e autobus gratuitamente per tre giorni. Qui trovate le relative informazioni: http://www.campaniartecard.it/napoli/

Piazza del Gesù Nuovo

Quindi torniamo in Piazza del Gesù Nuovo e questa volta entriamo nella splendida Chiesa del Gesù Nuovo, dove rimaniamo a bocca aperta ammirando lo sfarzoso interno barocco interamente affrescato. Uscendo dalla chiesa ci dirigiamo verso il Chiostro di Santa Chiara, dove rimaniamo incantati dalle strepitose maioliche che rappresentano scene vegetali. In stile gotico e poco vistoso è invece la Chiesa del monastero di Santa Chiara.

Chiesa del Gesù Nuovo
Chiostro di Santa Chiara
Chiesa di Santa Chiara

Dopo la visita al monastero di Santa Chiara ci addentriamo sulla via detta “Spaccanapoli”, una delle arterie più frequentate della città che prende i nomi di Via Benedetto Croce e Via Forcella e che viene chiamata così perché divide in due la città.

Qui ci soffermiamo a visitare la Chiesa di San Domenico e poi ci incamminiamo lungo la zona dei tribunali dove possiamo osservare una Napoli un po’ più vissuta, con case un po’ diroccate e panni stesi ad asciugare.

Chiesa di San Domenico retro
Chiesa di San Domenico interno
Chiesa di San Domenico fronte

Ci ricongiungiamo con Spaccanapoli ed andiamo a visitare la Chiesa di San Lorenzo Maggiore

Arriviamo in Via San Gregorio Armeno dove proviamo ad addentrarci nella famosa via dei presepi che è affollatissima e dopo aver visto vere e proprie opere d’arte e fantasia decidiamo di tornare su Spaccanapoli.

Raggiungiamo la strepitosa pizzeria “Insolito la Pizzeria Gourmet” in via Ss. Apostoli, dove avevamo prenotato un tavolo per il pranzo. Qui gustiamo un ottimo antipasto di verdure di stagione miste seguito da una pizza da 10 e lode, una semplice margherita, buonissima e molto leggera da digerire oltre che abbondante.

I l pomeriggio, non potevamo esimerci da una visita al bellissimo Duomo di Napoli, la Cattedrale di Santa Maria Assunta che custodisce il Tesoro di San Gennaro, patrono della città, in stile gotico rinascimentale barocco.

Cappella Reale del Tesoro di San Gennaro
Reliquie di San Gennaro
Battistero di Santa Restituita

Dopo un sano caffè ci dirigiamo alla scoperta del quartiere Sanità, un pittoresco rione dove si respira l’aria di una Napoli meno turistica e più vera, frequentato dalla gente del luogo che ama andare a pranzo o a bere qualcosa nei ristoranti e caffè della zona e ci imbattiamo nella famosa pasticceria Poppella, dove non resistiamo alla voglia di assaggiare il babà, la pastiera napoletana ed il fiocco di neve, un dolce tipico della pasticceria, una sorta di morbida brioche tondeggiante farcita con crema di latte, ricotta e panna, cosparsa di zucchero a velo.

Proseguendo la passeggiata raggiungiamo Il Palazzo dello Spagnolo, un incantevole palazzo monumentale in stile barocco con una splendida scalinata a doppia rampa che ne costituisce la facciata esterna affascinando lo spettatore.

Infine ci dirigiamo verso la casa natale di Totò, che in realtà non è visitabile all’interno ma esternamente è possibile vedere una targa che ricorda il grande mattatore e un murales che lo ritrae.

Passiamo poi dal quartiere Sanità al Museo Archeologico della città dove sono custodite opere di notevole bellezza e importanza storica tra cui anche reperti archeologici rinvenuti dagli scavi di Pompei che testimoniano la grandezza e “la modernità” di una civiltà antica sepolta da millenni e che ci lasciano sbalorditi e ci emozionano infinitamente. Di notevole importanza ed impatto scenico il gruppo scultoreo ellenico denominato Supplizio di Dirce, detto anche “Toro Farnese”, la più grande scultura dell’antichità, veramente impressionante.

Dopo la visita al Museo prendiamo la metropolitana e torniamo a casa per riposarci e cenare in vista della giornata successiva e dove ci aspettano i filetti di orata acquistati a Pignasecca.

L’indomani mattina prendiamo la Funicolare Centrale da via Toledo per raggiungere comodamente l’aristocratico quartiere del Vomero che domina la città dall’alto.

Alla terza fermata della funicolare scendiamo e ci incamminiamo verso il punto più alto della collina dove si trova Castel Sant’Elmo, una fortezza militare medievale al cui interno ha sede un museo civico e la Certosa di San Martino da dove è possibile rimanere incantati a guardare gli splendidi panorami sul golfo e sul Vesuvio.

Vomero
Ingresso al monastero di San Martino
Castel Sant’Elmo dalla Certosa di San Martino

La Certosa di San Martino è famosa per i suoi chiostri, e per le sue vedute sul golfo, oltre che per le stupende cappelle, sale e chiese, e noi ci lasciamo piacevolmente rapire da tanto splendore, non è possibile perdersi questo spettacolo.

Si avvicina l’orario del pranzo e torniamo in centro a Napoli per mangiare alla piccola ma caratteristica Antica Trattoria Nanninella, situata ai Quartieri Spagnoli in una traversa della bella ed elegante via Chiaia, dove mangiamo dei gustosi piatti tipici tra cui la pasta col Ragù Genovese, una specialità napoletana davvero buona, vi consigliamo vivamente questa trattoria dove verrete accolti come a casa e mangerete benissimo. https://it-it.facebook.com/anticatrattoriadananninella

Ragù Genovese

Dopo pranzo, nel pomeriggio ci incamminiamo verso Piazza del Plebiscito ed entriamo a Palazzo Reale per visitarlo. Qui veniamo invasi da una nuvola di emozioni, tra cui meraviglia, incredulità e ammirazione e man mano che proseguiamo nella visita ne rimaniamo sempre più sedotti, una meta assolutamente da non perdere!

Ancora increduli da quanto abbiamo visto a Palazzo Reale prenotiamo una visita guidata al vicino Teatro San Carlo, il più antico e sfarzoso d’Europa e ne vale davvero la pena!

Per finire in bellezza visitiamo Castel Nuovo, ovvero il Maschio Angioino al cui interno ha sede il Museo Civico. e dalla sua terrazza ci godiamo un romantico tramonto sul porto di Napoli.

Torniamo verso il nostro appartamento e ci prepariamo alla gita a Pompei che abbiamo prenotato per il giorno successivo.

Il quarto giorno come pianificato partiamo da via del Chiostro con un mini pullman dell’agenzia da cui abbiamo acquistato il pacchetto per la gita guidata a Pompei ed in poco più di mezz’ora raggiungiamo insieme agli altri turisti presenti gli scavi di Pompei. Inutile dire che la visita guidata è vivamente consigliata in quanto vista l’estensione dell’area archeologica è importante avere una simpatica guida del luogo che spieghi cosa state vedendo e che vi porti nei siti di maggiore importanza. É un’emozione indescrivibile camminare sulle strade di una civiltà evoluta di due millenni fa e capire quanto in realtà fosse progredita e ben organizzata. Un tesoro che soltanto una tragedia ha saputo conservare e custodire per tanto tempo!

Nel pomeriggio ci diamo allo shopping a Spaccanapoli e prima di cena andiamo a visitare il Cristo Velato alla Cappella Museo di San Severo, che già di per sé è un capolavoro del Barocco, da lasciare a bocca aperta per i ricami e le statue che la adornano, come “La Pudicizia” di Corradini e “Il Disinganno” di Queirolo, ma non ci sono parole per descrivere quello che si prova ammirando il Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino, un vero e proprio miracolo della scultura, tanto che una leggenda narra che la trasparenza del velo che ne costituisce il sudario sia frutto di un processo alchemico di marmorizzazione del tessuto avvenuto ad opera del principe di San Severo.

Purtroppo non è possibile fotografare né il Cristo né la Cappella, ma se ci tenete a vedere questa meraviglia vi consigliamo di acquistare i biglietti online dal sito ufficiale come abbiamo fatto noi, per essere certi di entrare evitando code chilometriche. https://www.museosansevero.it/

E così è terminato il nostro primo approdo a Napoli, l’indomani mattina torneremo a casa ma è un viaggio che ci è rimasto nel cuore e ci promettiamo di ritornare per vedere tutto ciò che è rimasto indietro e che comunque in 4 giorni non sarebbe stato possibile vedere assaporandolo per bene come piace a noi.

Arrivederci Napoli!

Paola Gentili

“Voglia ‘e turnà
dint’e vicoli e sta città,
guarda e ride e te vò tuccà,
nun se ferma mai…”
(Teresa De Sio)

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