Vieste, Peschici, la Foresta Umbra e le coste del Gargano in una settimana
Vieste “La Perla del Gargano”
Le origini
Vieste è una meravigliosa cittadina balneare che si affaccia sul Mare Adriatico, dalle origini variegate ed antichissime, risalenti al Neolitico. La città già in quell’epoca godeva di un clima e di una posizione strategica per la pesca, il commercio marittimo, l’agricoltura e la pastorizia, come testimoniano le necropoli risalenti all’età del ferro e i reperti storici ritrovati nelle vicinanze del castello e sulla Punta di San Francesco.
La leggenda di Noè
Secondo una delle leggende legate al suo nome Vieste fu fondata da Noè, che dopo il diluvio universale si fermò sulle sue sponde e decise di trascorrere la sua vita qui, dove trovò la morte sua moglie Vesta, questo fece sì che Noè fondò la città imponendole il nome della consorte defunta.
I greci
Secondo le testimonianze di Tolomeo del II sec. a.C., la zona fu abitata dai greci che qui si riposavano nei lunghi inverni in cui non navigavano, passando il tempo isolati dalle proprie mogli e dalle proprie famiglie. In queste circostanze, i greci qui stabilitisi iniziarono a venerare il culto della dea del focolare Estia. Il culto si diffuse ampiamente nel territorio, tanto che anche i romani in epoca successiva cominciarono a venerare questa divinità che chiamarono Vesta, da cui poi il nome della città Vieste. Infine recenti studi identificano in Vieste l’antica Uria in base a dei ritrovamenti di monete e a molte iscrizioni trovate nella grotta sull’isolotto di Santa Eufemia da cui si evince il culto della Venere Sosandra, riconducibile al culto dell’antica Uria.
Le altre influenze
Nella storia più recente la città fu invasa anche da Bizantini, Normanni, Longobardi, Veneziani ed Arabi e ognuna di queste civiltà vi lasciò la sue tracce che ne fanno quella famosa e meravigliosa perla del Gargano che ogni anno attira moltissimi turisti.
Attrazioni di Vieste
Il Centro storico
Il centro storico medievale sorge su un promontorio calcareo che regala emozioni uniche allo spettatore che vi rivolge lo sguardo dal mare o dalla parte bassa della città, quella più recente ed adiacente al porto. Sia la parte bassa che la parte alta della città sono di una bellezza impareggiabile: dalle eleganti vie ed abitazioni della parte bassa con le sue piazze adornate di piante e fiori, negozi, ristoranti e bar, si sale verso le stradine ripide e strette della parte alta, piene di locali, negozi di souvenir, negozi di artigianato e prodotti locali, in un’atmosfera che ricorda molto le cittadine delle isole cicladiche, fino ad arrivare al belvedere sul mare che regala panorami mozzafiato e dal quale è possibile anche ammirare il meraviglioso trabucco di Punta San Francesco.



























Il Castello Svevo
Il Castello Svevo di Vieste sorge ai bordi del centro storico medievale su una rupe a strapiombo sul mare. Oggi sede della Marina Militare Italiana viene aperto al pubblico solo per determinati eventi, ma dalla sua parte posteriore si gode davvero di una vista panoramica sulla “Spiaggia di Castello” , da cui è possibile ammirare il famoso faraglione Pizzomunno.



La Cattedrale di Santa Maria Assunta
La Concattedrale di Santa Maria Assunta, in stile romanico pugliese sorge in una delle parti più alte della città vecchia ha una pianta a tre navate e reca tracce di continui adattamenti nel corso dei secoli, tra cui il campanile che fu ricostruito in stile barocco dopo un crollo avvenuto del XVI sec. d.C.



Pizzomunno
Pizzomunno è il simbolo per eccellenza di Vieste, si tratta di un maestoso monolite di bianca roccia calcarea, alto circa 25 metri, staccatosi nel tempo dal promontorio roccioso su cui si erige il centro storico della città. Il faraglione Pizzomunno (in dialetto locale “pezzo di mondo”) si trova sulla Spiaggia di Castello ed osservarlo dalla battigia o dal mare è davvero ammaliante. Legata a questo monolite c’è una leggenda che narra di un giovane pescatore bellissimo, di nome Pizzomunno che s’innamorò perdutamente della bella Cristalda, dai lunghi capelli biondi la quale lo contraccambiò appassionatamente, fino a quando un giorno le sirene, stanche del fatto che il giovane non si facesse ammaliare dal loro canto neanche in cambio della promessa di immortalità, rapirono Cristalda portandola negli abissi del mare. Pizzomunno dalla rabbia si tramutò in roccia e da allora attende immobile e paziente che la sua bella Cristalda rapita dalle sirene faccia ritorno ogni cento anni sulle rive del mare per poter trascorrere ancora una notte d’amore con lui, tornato ad assumere nuovamente sembianze umane.

La Spiaggia di Castello
La Spiaggia di Castello o anche Spiaggia della Scialara, è la spiaggia più famosa e più particolare di Vieste, kilometri di sabbia soffice e finissima bagnati da un mare limpidissimo e cristallino, con la cornice di città vecchia e Pizzomunno da una parte e della bellissima costa garganica dall’altra. La Spiaggia della Scialara è piena di stabilimenti balneari ben attrezzati e ben curati ma offre anche lidi per gli amanti della spiaggia libera.
Vi è inoltre la particolare presenza di numerosi torrentelli di fresca acqua dolce che sfociano in mare ed è divertente attraversarli a piedi nudi passeggiando sul bagnasciuga.
Se volete andare in uno dei numerosi stabilimenti attrezzati vi consigliamo il Lido Afrodite, pulito e confortevole, gestito da una famiglia gentile e disponibile, che sa accogliervi con sorrisi e cordialità ed è sempre pronta a soddisfare le richieste di ognuno. Il lido dispone di bagni, docce, lava piedi, un bar ristorante, e di un parcheggio privato gratuito riservato ai clienti. Il prezzo di un ombrellone e due lettini è di 15 euro al giorno.






La Scalinata dell’amore
La scala dell’amore di Vieste è diventata un simbolo della città da quando fu ideata in occasione della prima della manifestazione di musica, teatro e spettacolo “Vieste in Love”, dipingendo una delle scalinate che portano alla città alta; sulla scala sono riportate le parole della canzone di Max Gazzè “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”, presentata al Festival di Sanremo nel 2018. Alla scala è stato dato un significato simbolico e magico, si dice che percorrendola insieme alla persona amata si rimarrà uniti per sempre, alimentando così un nuovo mito che fa di Vieste “la città dell’amore.”

Dove pernottare
Svegliarsi vedendo l’alba dal balcone, in un contesto elegante e tranquillo, circondati dalla natura con panorami sul mare e sulla montagna, accolti dalla simpatia e professionalità della Sig.ra Giovanna, sempre pronta a distribuire preziosi spunti per la vacanza; avvolti dal canto delle cicale, in un silenzio davvero rigenerante e poi a fine giornata godersi il tramonto. Tutto questo potete trovarlo al Residence Maresol di Vieste https://www.maresolvieste.it/, un luogo da favola, con parcheggio privato coperto, piscina idromassaggio, solarium, terrazza panoramica e singole villette bianche da uno, due o tre locali, fornite di ogni confort e di terrazza privata nel rispetto più assoluto della privacy e del silenzio.










Peschici
Non distante da Vieste si trova un’altra carinissima cittadina a strapiombo sul mare, Peschici, situata a soli 20 km a nord di Vieste, Peschici è uno dei borghi più belli del Gargano. Le sue casette bianche e azzurre aggrappate ad una rupe di roccia calcarea, si affacciano sulle sue splendide spiagge. Dalle vie e stradine che percorrono il centro storico è possibile ammirare panorami e scorci che ricordano un po’ quelli delle isole cicladiche.
Punto di accesso al centro storico di origine medievale è la Porta del Ponte, un arco con torre dove una volta si trovava il ponte levatoio del Castello.
Le vie del centro storico sono cosparse di locali, negozi di souvenir e botteghe artigiane ed è bellissimo perdersi nei bianchi vicoli dai quali si scorge l’azzurro del cielo e del mare.



























Foresta Umbra
Per gli amanti della natura e del trekking, sia principianti che esperti, è impossibile andare sul Gargano senza visitare la Foresta Umbra, chiamata così per l’ombra si crea grazie alle sue piante secolari che in un grande abbraccio verde accolgono e racchiudono in un ambiente naturale incontaminato i visitatori. La Foresta Umbra fa parte del Parco Nazionale del Gargano ed è la foresta di latifoglie più grande d’Italia. Situata a 800 metri sul livello del mare, offre frescura durante le giornate di caldo torrido. Le sue faggete vetuste sono Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Oltre a faggete, cerrete e bosco mediterraneo, la foresta ospita anche una fauna varia e ricca, qui possiamo trovare caprioli garganici, gatti selvatici, cinghiali, tassi , donnole, ghiri, gufi reali e comuni, picchi, allocchi, barbagianni, gazze, e altre specie.
All’interno della foresta è presente un laghetto artificiale che rappresenta una vera attrattiva per i più piccoli, qui vivono carpe, tartarughe, rospi e pesci gatto. Non distanti dal laghetto sono anche presenti alcune bancarelle che vendono prodotti locali.
La foresta umbra è adatta a visitatori di tutte le età e può essere visitata sia a piedi che in mountain bike, con guida o senza, ma per alcuni itinerari è caldamente consigliato affidarsi ad una guida. https://museoforestaumbra.it/


















La costa
Il Gargano è conosciuto per le sue bellissime spiagge di sabbia, per l’acqua trasparente e per i meravigliosi panorami sul mare che si vedono dal lussureggiante e verde promontorio. Simbolo per eccellenza del Gargano è la Baia di San Felice con il suo famosissimo Arco di San Felice osservabili posteggiando l’auto nei pressi della Torre di San Felice, antica torre costiera, recentemente restaurata e divenuto Info Point per i turisti.









Altro punto panoramico lo si trova nei pressi di Torre dell’Aglio, da cui è possibile scorgere Torre dei Campi e Torre di Porto Greco, poi ce ne sono tante altre ma una settimana è troppo poca per vedere e godere appieno di tutte le opportunità che offrono Vieste ed il Gargano, tanto che non mancheremo di tornare in questa meravigliosa e rigogliosa terra, bagnata dal suo mare straordinario ed illuminata dai sorrisi e dalla cordialità della sua gente.
Paola Gentili (foto di Max Luciani)
