Praga – un romantico weekend nella “Città d’oro”

In questo articolo vi presentiamo il nostro diario di un weekend a Praga, con partenza il sabato pomeriggio da Orio al Serio e ritorno da Praga su Orio al Serio il lunedì con volo Ryanair.

Le stagioni migliori per visitare questa magnifica città sono la primavera e l’autunno ma anche l’inverno ha il suo fascino, con la neve ai bordi delle strade e sulle colline.

Praga attira milioni di turisti da tutto il mondo per la sua aria romantica ed esoterica, per le bellezze architettoniche ed artistiche e per le leggende che la circondano. Soprannominata “Città delle cento torri”, “Città d’oro”, “Il sogno di pietra” e “La madre delle città”, Praga è la capitale e la più grande città della Repubblica Ceca, centro politico e culturale della Boemia e dello Stato Ceco per oltre 1100 anni, fu anche sede del Sacro Romano Impero tra il XIV e XV sec. d.C.

Cresciuta intorno al fiume Moldava, Praga è divisa in 22 zone di cui la zona 1 è quella del suo centro storico, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO e di cui fanno parte la Città Vecchia o Staré Mesto, il Piccolo Quartiere o Malá Strana, il Borgo del Castello o Hradčany e la Città Nuova o Nové Město.

Restando in città soltanto un weekend vi consigliamo di alloggiare proprio in uno degli hotel del centro storico, in modo da poter visitare a piedi tutta la zona 1 senza dover prendere mezzi pubblici per spostarsi, o tutt’al più prendendo uno degli storici tram 22 o 23 per raggiungere il Castello.

Città romantica e misteriosa, barocca e gotica allo stesso tempo, viene considerata “la capitale della magia”, in quanto rappresenta uno dei vertici del Triangolo della Magia Bianca, insieme a Lione e Torino. La pianta sulla quale venne costruita la città rivela un po’ dappertutto dei collegamenti tra il divino ed il terreno.

Lasciati i bagagli in albergo iniziamo il nostro giro recandoci verso la Città Vecchia e lungo la strada di fianco alla Torre delle Polveri restiamo rapiti dalle note di una dolce sinfonia suonata da un artista di strada di fianco all’entrata della bellissima Casa Municipale in stile Art Nouveau, dove oggi si tengono concerti.

Casa Municipale

La Torre o Porta delle Polveri, Prašná Brána, una volta utilizzata come deposito di polvere da sparo, è un monumentale punto di accesso alla Città Vecchia, attraverso la quale passava il corteo d’incoronazione dei re di Boemia e ancora oggi è considerata l’inizio della Via dell’Incoronazione o della Via Reale che conduce al Castello di Praga.

Torre delle Polveri

Proseguendo per via Celetná dove la strada è costeggiata da stupendi edifici in stile barocco, arriviamo alla Piazza della Città Vecchia, dove la melodia di una musica classica suonata da un artista di strada, insieme alle luci della sera e alla luna che “controlla” dall’alto la Torre dell’Orologio, ci avvolgono in un’atmosfera incantata e proprio l’Orologio Astronomico, una meravigliosa rappresentazione del passare del tempo intrisa di collegamenti col numero 4, come i punti cardinali e come gli elementi esoterici della vita, ci attira e sé, misterioso e affascinante lasciandoci a bocca aperta.

Chiesa di Santa Maria di Týn
Piazza della Città Vecchia

Rapiti da questa magia, ci lasciamo guidare dall’istinto e ci perdiamo tra le vie brulicanti di turisti e musicisti dello Staré Mesto e ci sembra di rivedere i maghi, gli alchimisti, gli astrologi e gli astronomi voluti da Rodolfo II, durante il suo impero tra il XVI e il XVII secolo d.C., allo scopo di scoprire i misteri dell’occulto ed entrare in possesso della conoscenza segreta, che percorrono ancora le vie della città.

Dopo esserci “persi” tra le vie della Città Vecchia ci rechiamo a cena in un locale tipico in stile medievale non distante dal nostro albergo, U Sádlů, dove assaporiamo con gusto due specialità di Praga, il Goulash alla birra ed il salmone alle erbe.

Gulasch alla birra
Salmone alle erbe

ll mattino successivo dopo una ricca colazione, partiamo alla volta del Castello di Praga, costruito nel IX d.C. secolo e residenza del Presidente della Repubblica Ceca, al quale si accede a piedi tramite lunghe e ripide vie tra cui la splendida e faticosa Via Nerudova, oppure prendendo il tram 22 o il 23.

Maestoso ed imponente, il Castello domina la città dall’alto con la sua aria inquietante ed è il più grande del mondo, letteralmente una città nella città.

Castello di Praga ingresso principale

Il Castello è costituito da una serie di maestosi edifici tra i quali il Palazzo Reale, la Cattedrale di San Vito, decine di edifici, torri, cortili e monumenti, tre chiese e un monastero e dal Vicolo d’Oro, dove la leggenda narra che abitavano gli alchimisti voluti da Rodolfo II alla ricerca della pietra filosofale e dell’elisir di lunga vita.

Il Palazzo Reale fu sede dei principi di Boemia e nella sua struttura si fonde lo stile romanico dei sotterranei a quello gotico del piano superiore dove è possibile visitare la Sala Vladislao una magnifica corte che ospitava il mercato, con splendide volte nervate. Sempre al primo piano è possibile visitare la Sala della Dieta, il parlamento medievale, restaurata dopo un incendio e con arredi dell’epoca.

Palazzo Reale
Sala Vadislao
Sala della Dieta

La Cattedrale di San Vito, in stile gotico è uno dei monumenti più significativi della città, risalente al 1344 d.C., custodisce la tomba di San Venceslao e i tesori della corona. La sua facciata è caratterizzata da un rosone in cui sono raffigurate scene delle Creazione tratte dalla Bibbia e dalle due torri laterali con guglie gemelle. Lateralmente invece sopra a quello che era una volta l’ingresso principale, la Porta d’Oro, rimaniamo incantati ad ammirare un mosaico di scuola veneziana del XIV sec. d.D. che rappresenta il Giudizio Universale. Sempre esternamente gli archi rampanti che circondano la cattedrale ci stupiscono per la ricchezza delle decorazioni.

All’interno la cattedrale rivela un tipico aspetto cupo con volte gotiche.

Ci rechiamo poi verso il Vicolo d’Oro, riaperto recentemente dopo un lungo restauro, un coloratissimo insieme di casette colorate, che ospita negozi di souvenir e riproduzioni delle abitazioni degli artigiani, dei soldati del re e degli orafi, che sembra fossero veri e propri alchimisti, voluti da Rodolfo II. Sempre nel Vicolo d’Oro è presente l’abitazione del famoso scrittore Franz Kafka, che risiedeva al numero civico 22, e per restare in tema di esoterismo è anche presente la casa di una cartomante. In ultimo è possibile ammirare la casa di un cineamatore che possedeva al suo interno una sorta di cinematografo artigianale con una ricca collezione di bobine di film.

Vicolo d’Oro
Casa di Franz Kafka
Cinematografo artigianale

Uscendo dal Vicolo d’Oro ci fermiamo al Belvedere dove si può ammirare tutta la città dall’alto e poi ci incamminiamo per la via che porta al Piccolo Quartiere o Malá Strana.

Sulla strada ci imbattiamo in una cattedrale che è una perfetta imitazione della Cattedrale di Loreto, chiamata Loreto. Questo edificio fu voluto da Caterina di Lobkowicz nobildonna ceca che intendeva diffondere nel paese la leggenda della Santa Casa, seguendo il desiderio del re Ferdinando II di riportare il paese alla cristianità.

Non lontano da qui si trova il Monastero di Strahov, fondato dai monaci premonstratensi, in stile metà gotico metà barocco, oggi sede di un museo.

Chiesa dell’Assunta

La biblioteca aperta ai visitatori ospita le magnifiche sale teologica e filosofica, oltre che a reperti archeologici e storico naturalistici provenienti da qualsiasi parte del mondo. Rimaniamo incantati ad osservare entrambe la sale e facciamo fatica ad andare via.

Sala filosofica
Sala teologica

Lasciamo il convento e camminiamo lungo il Piccolo Quartiere o Malá Strana, qui il tempo sembra essersi fermato alla fine del ‘700. L’aria bohemien dei caffè e dei ristoranti convive con il barocco sontuoso delle ambasciate straniere di Via Nerudova, dove secondo una leggenda nelle notti di luna piena si sentono echeggiare melodie provenienti dalla “Casa ai tre violini”, dove vissero tre famiglie di liutai.

È l’ora del pranzo ormai e decidiamo di fermarci nel ristorante tipico “U Laury”, vicino alla Casa ai tre violini, dove assaporiamo alcune specialità locali.

Prosciutto di Praga e zuppa di patate e funghi
Stinco di maiale

Da qui ci dirigiamo verso Ponte Carlo che unisce la Città Vecchia al Piccolo Quartiere, passando per la Torre del Piccolo Quartiere.

Fondato da Carlo IV nel 1357, è un ponte di pietra con 30 statue di santi, e si dice sia carico di significato mistico: la data e l’ora della posa della prima pietra, lette di seguito, formano una sequenza di numeri a schema piramidale considerato di buon auspicio, mentre le statue dei santi sono state posizionate a creare una sorta di percorso d’illuminazione che conduce al Crocifisso.

Lungo Ponte Carlo troviamo pittori e artisti di strada.

Il martirio di San Giovanni Nepomuceno, morto per annegamento nella Moldava per volere del re Venceslao, dal lato del Piccolo Quartiere è descritto nei rilievi che adornano il ponte e toccare la rappresentazione del Santo è considerato un gesto di buon auspicio, tanto che la sua immagine è lucida a causa dei fedeli che si fermano ad accarezzarla.

Da Ponte Carlo è possibile ammirare anche una bella panoramica di Praga sulla Moldava e scorgere il Ruscello del diavolo e il Mulino del Gran Maestro, che ancora oggi gira “pigramente” alimentato dalle correnti.

Il Ruscello del diavolo
Mulino del Gran Maestro

Arrivando alla fine del ponte, sul lato opposto la Porta o Torre di Entrata alla Città Vecchia, anch’essa in stile gotico, era parte integrante delle fortificazioni della Città Vecchia.

Attraversando la porta si arriva alla Via Regia, attraverso la quale venivano trasportati i sovrani per l’incoronazione, fino a tornare alla Piazza della Città Vecchia, dove al cambio dell’ora ci soffermiamo ad ammirare lo spettacolo dell’Orologio Astronomico della Torre del Municipio della Città Vecchia, dalle cui finestrelle appaiono in processione i 12 apostoli, il meccanismo viene azionato dalla morte rappresentata da uno scheletro che tira la cordicella che avvia il movimento affiancata dalla lussuria (il turco) che scuote il capo, mentre sul lato opposto la vanità si guarda allo specchio e la cupidigia tiene in mano un borsellino mentre agita minacciosamente un bastone. A finestre ormai chiuse sopraggiunge il canto del gallo, che aziona lo scorrere del tempo fra le statue fisse del filosofo, dell’astronomo, del cronista e dell’Arcangelo Michele. È impressionante ed emozionante pensare che questa meraviglia risalga al XV secolo d.C.

Orologio Astronomico

Dopo lo spettacolo ci fermiamo nella piazza ad ammirare i bellissimi palazzi barocchi e la Chiesa di Santa Maria di Týn le cui guglie dominano Piazza della Città Vecchia.

Degna di nota anche la Chiesa barocca di San Nicola, che contiene al suo interno stupendi affreschi raffiguranti la vita di San Nicola e San Benedetto e che è sede oggi anche di concerti di musica classica.

Ci spostiamo quindi verso la zona del quartiere ebraico, zona della città in cui secondo la leggenda il rabbino Jehuda Löw creò alcuni Golem, mostri giganti di argilla senza anima, forti e ubbidienti, usati come servi e impiegati per svolgere lavori pesanti e come difensori del popolo ebraico dai suoi persecutori, ma assolutamente incapaci di pensare o provare emozioni, tanto che un giorno la situazione sfuggì di mano al loro creatore ed uno dei giganti iniziò a distruggere ogni cosa che incontrava. La leggenda narra che ripreso il controllo della situazione, il mago decise di smettere di servirsi dei golem che nascose nella soffitta della sinagoga Vecchia-Nuova , nel cuore del vecchio quartiere ebraico, dove si troverebbero ancora oggi. Leggenda a parte in questo quartiere furono relegati a vivere gli ebrei nel 1600 e visitarlo è interessante per poter comprendere come fossero costretti ad abitare in un ghetto e a subire leggi discriminatorie. Successivamente Rodolfo II e poi Giuseppe II mitigarono la discriminazione e decisero di inglobare il ghetto nella città di Praga ripulendolo da una condizione igienica precaria che metteva a rischio tutta la città. Del quartiere ebraico restano il Cimitero, le Sinagoghe ed il Municipio.

Cimitero ebraico
Sinagoga Spagnola
Sinagoga Vecchia-Nuova
Municipio quartiere ebraico

Visitato il quartiere ebraico ci dirigiamo verso Piazza Venceslao e Piazza Carlo, la zona commerciale della Città Nuova, la Nové Město.

Piazza Venceslao
Mercato di Havel

Terminiamo così la nostra visita perdendoci tra le vie della Città Vecchia dove un susseguirsi di negozi mette in mostra le eccellenze dell’artigianato locale, costituito dai famosi cristalli di Boemia, dei veri e propri gioielli, dai merletti ricamati e da prestigiose lavorazioni in legno. Nell’aria si sente dappertutto un profumo accattivante di Trdelník, il dolce tipico di Praga, chioschi, gelaterie e rivendite ne fanno di tutti i tipi e anche non possiamo esimerci dall’assaggiarlo.

Un giro al mercatino vicino alla Torre delle Polveri dove ci scaldiamo con il vin brulé e ci rechiamo in hotel a rilassarci prima di tornare a cena al ristorante U Sádlů dove abbiamo prenotato un tavolo e di sicuro assaggeremo “nuove” specialità tipiche.

Pancake di patate con uovo fritto e verdure
Trota in crosta di mandorle

Purtroppo la mattina seguente dovremo partire, ma siamo comunque riusciti a vedere buona parte delle cose da non perdere nel centro di Praga, e ci promettiamo di tornare.

Infine i nostri consigli di viaggio:

per alloggiare vi consigliamo il Residence Bene, un hotel pulito ad un prezzo conveniente, con ascensore, camere spaziose con bagno privato, microonde e frigorifero, asciugacapelli e cassaforte di sicurezza, ben gestito da personale giovane e molto disponibile, a due passi dalla Torre delle Polveri e da Starè Mesto.

https://www.residence-bene.cz/en/

Per mangiare vi consigliamo:

Il ristorante U Sádlů in zona Città Vecchia, con ampia scelta di piatti di terra, di fiume, e per vegetariani, molto ben cucinati, in un ambiente medievale molto accogliente.

http://www.usadlu.cz/en/

Il ristorante U Laury in zona Piccolo Quartiere, in un ambiente caratteristico offre specialità locali per tutti i gusti.

http://www.ulaury.cz/

Arrivederci Praga!

Paola Gentili


2 commenti

  1. Ciao 🙂
    Preciso e accurato, il tuo resoconto.
    A proposito della Praga di Rodolfo II, conosci Di notte sotto il ponte di pietra di Leo Perutz? Per me è uno dei migliori romanzi del ‘900, lo consiglio vivamente a tutti coloro che amano la città e la sua storia.
    A presto!

    Piace a 1 persona

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